Se parliamo di barbecue americano, tutti abbiamo avuto la nostra epifania, quel momento in cui, letteralmente
“ci si è aperto un mondo”.
Nel tuo caso potrebbe essere successo durante un corso barbecue, acquistato o magari ricevuto in regalo, forse durante la prima cena a casa di un amico con un kettle in giardino, o dallo zio americano che sei andato a trovare qualche anno fa, magari durante la lettura di un sito internet italiano o addirittura internazionale.
Potrebbe persino essere successo durante una carrellata sulla tua bacheca facebook, dove hai trovato una foto talmente bella che avresti morso lo schermo.

(credits Franklin Barbecue)
Io ricordo perfettamente la mia folgorazione.
Galeotta fu “la ciminiera”.
Stavo trafficando con un braciere da giardino, avevo acceso della carbonella scadente e adottavo soluzioni punk per girare velocemente quei pezzi di carne poggiati a pochi cm dalle braci tentando di non bruciarli e contestualmente non bruciare me stesso, peraltro quasi intossicato dalla fumera tossica.

Un sabato qualunque, un sabato italiano.
Fatto sta che la carbonella scadente iniziò ad abbandonarmi ben prima che i pezzi più grandi di carne fossero cotti, ed in me cominciò ad insidiarsi il terrore.
Il bivio dinanzi ai miei occhi era rappresentato da:
Opzione A) Trovare un modo idoneo per conservare quella carne mentre avrei tentato di accendere nuova carbonella all’interno del braciere, sventolando e soffiando, e allungando irrimediabilmente i tempi previsti per il pranzo.
Opzione B) Accettare il fallimento e dichiarare terminata la sessione su brace, procedendo a terminare la cottura sulla bistecchiera elettrica o al forno.
In entrambi i casi, la mia virilità sarebbe uscita sconfitta.
Già.
Perché il maschio italiano non cuoce ma griglia, forte.
Questo, almeno nei sogni di ogni italiano inconsapevole, quello che
“facciamo così da generazioni”
“non si è mai lamentato nessuno”
“a me quelle schifezze americane non piacciono”.
Ti dico la verità, ma non dirlo a nessuno… Pure io preferisco i gusti della nostra tradizione!
Però è innegabile un concetto: una cosa è il gusto, una cosa è la capacità di fare.
Noi in fondo siamo quelli che comprano il forno di casa con 30 funzioni ma poi lo usano solo statico a 180°, quelli che comprano il filetto perchè “è tenero” ma poi vanno dal pepe verde alle bardature per dargli un sapore che, poverino, non ha.
Quel pomeriggio mi persi totalmente nel web, convinto che non potesse non esistere un accrocchio che mi consentisse di preparare della brace mentre ero già in cottura.
E così…
LA CIMINIERA
Quell’essere mitologico metà boccale della birra e metà portaombrelli in acciaio.

Ora qui devo rivolgermi a due lettori diversi:
Se tu che leggi stai sorridendo perché ti sembra semplicistico parlare, nel 2018, di “chimney starter”(diamoci un contegno abusando di termini anglofoni), voglio dirti che probabilmente sei lo stesso che non sa (o non ricorda) che per telefonare ci si fermava alle cabine e che al casello si davano le monetine al casellante.
Se invece tu che leggi stai pensando “eh mo’ che è sta ciminiera?”:
BENVENUTO, SEI DEI NOSTRI!

Io mi rendo conto che sono passati veramente tanti anni dagli albori del barbecue americano in Italia, ma so anche (e forse lo sai anche tu) che la percentuale di italiani che lo conoscono è veramente esigua se rapportata alla nostra popolazione di 60,6 milioni (dato 2016), e magari (ma davvero magari) tra una lettura di facebook, una foto leccata sullo schermo e la chiacchiera di qualche amico, tu abbia pensato di venire a scoprire che cos’è questo benedettissimo barbecue americano, proprio qui da noi.
Forse perché hai sentito che abbiamo vinto qualcosa (ma forse no, e comunque non ricordi cosa), forse perché ti piace l’arancione, forse perché hai già letto per caso qualche nostro post e tutto sommato pensi che possiamo diventare amici.
Sai che c’è? Lo penso anch’io.
E penso anche (e nel dirlo sono più sincero che presuntuoso.. credo che lo confermerebbe anche mia mamma) che insegnare mi riesca proprio bene.
Per cui oggi mi impegno con te.
Mi impegno nel prometterti che di tanto in tanto verrò qui, e ti lascerò qualcosa che possa esserti utile.
Partiremo insieme, dalle basi.
Ma che dico dalle basi.
Prima, molto prima, dal punto più basso in assoluto.
Il barbecue in muratura?
Nooo.. Ma va, quella è già roba per l’italiano che non deve chiedere mai.
Partiremo dallo sgabello, non c’è niente prima dello sgabello.
Lo sgabello… hai presente quel bellissimo ammasso di ferro, tipicamente rosso e nero, quello che poi gli avviti le gambe e te lo porti al parco, poi accendi la carbonella con l’alcool etilico denaturato e gli salta la vernice, poi vede passare una nuvola in lontananza e si arrugginisce?

Quello, partiamo da lì. Il punto più basso del mondo.
Si, lo so che ora stai pensando che c’è di peggio, tipo la leccarda in alluminio con brace compresa che trovi al supermercato vicino al banco macelleria.
Però ti sbagli.
La leccarda ha dignità.
La leccarda non ti ha mai detto che durerà.
La leccarda è sempre stata da una botta e via, dal primo momento. Non potevi illuderti.
Quindi ti prometto, insomma, che ti porterò dallo sgabello(usaegettamanontelodice) all’american barbecue.
FAQ:
In quanto tempo?
Con calma.
Mi costa qualcosa?
No (a meno che tu non abbia fretta, nel qual caso scrivimi)
Sarà divertente?
Fai il bravo, non dubitarne.
Ma mi rilasci un attestato?
Se proprio mi dici che ci tieni, lasciami il numero di telefono e ti mando un’emoji (vale quanto gli attestati).
Ma non è che punti ad irretirmi al solo scopo di vendermi successivamente i tuoi prodotti?
Ma come ti vengono questi dubbi? Certo che si! Però (e non è affatto scontato, credimi)
A) non sei costretto a comprarli
B) non parlerò male di te se non li compri
C) ti va di gran culo perchè se ti parlo di un prodotto (ad esempio Oh my Rub!, uno a caso) è solo perchè rappresenta l’eccellenza.
Quando avrò la prima lezione?
Te l’ho già data. Rileggi con calma.
#wearebroshog
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