Black Forest, nostra settima gara stagionale, si conclude con un risultato che non può lasciarci soddisfatti, ma facciamo qualche passo indietro e vediamo perchè ne vale sempre e comunque la pena.
La seconda edizione del Black Forest Smoke & Wine Festival rappresentava uno dei contest più difficili dell’anno. 40 team internazionali di cui 18 Grand Champions, 8 nella stagione in corso, e la presenza di tutti e 4 i team europei appartenenti al 700+ Club KCBS.
Grazie alla gentilezza di Michael Koepf, team leader di Dragon BBQ e organizzatore dell’evento, anche questa volta ci è stato possibile recarci sul posto senza attrezzature particolari, esclusa la carne ed il nostro mitico (e nuovo) trolley attrezzature.
Io decido di portarmi dietro tutta la famiglia vista la vicinanza con la casa di mio fratello a circa 30km, anche il Doc si muove con moglie, figli e la new entry Smoky, uno splendido cucciolo di Alaskan Malamute, mentre Ale sarebbe arrivato in aeroporto a Basilea.
Giunti sul posto dopo aver ritirato Ale ed aver fatto una colazione golosa, abbiamo iniziato a ritirare i materiali e sistemarci al meglio.
Il campo gara era molto grande, inserito nello splendido contesto di un parco con laghetti, fontane, giochi per bambini, street food, chioschetti, e soprattutto una Spa offerta gratuitamente ai componenti dei team.
Come di consueto, sabato pomeriggio dedicato a trimming/seasoning più extra. L’extra in questo caso era rappresentato da un’oretta di relax in Spa, e successivamente da una cena in famiglia, durante la quale mia figlia di quasi 3 anni ha deciso di sparire facendoci passare dei brutti 5 minuti, per poi riapparire serena dicendo che voleva andare “lontanissimo, a ballare”. Siamo a posto.
Ormai dall’inizio di questa stagione non facciamo overnight, ma questa volta la presenza di molti team amici, la fiducia nell’essere in piena estate, l’assenza di posti negli hotel “raggiungibili a piedi”, ci aveva convinto che poteva essere la volta buona per una sera revival.
Non ci riferiamo alle cotture, quelle non torneranno mai più indietro, quanto proprio a quel piacere assurdo di condividere la nottata dormendo scomodamente sul campo gara.
Peccato però che dopo un caldissimo sole durato il tempo strettamente necessario a tirare su quell’accampamento spartano che è il nostro stand, abbia iniziato a piovere in maniera consistente. L’idea di dormire al chiaro di luna era andata a puttane. Toccava accontentarsi di dormire in macchina.
Al mattino sveglia alle 4.30 per fare tutto con estrema calma. Buio pesto, mi vengono in soccorso Domenico Elicio e Fausto Maiocchi , poichè per incomprensioni eravamo senza nessuna fonte di luce.
Le cotture vanno avanti ormai come di consueto.
Avevamo un pollo “scolastico”, niente di eccellente, niente di pessimo. Delle ribs su cui Ale aveva sperimentato, molto buone ma non lo convincevano appieno, pork eccellente e brisket con lo stampino degli ultimi due andati molto bene.
Dopo aver lavato tutto, approfittando anche della… udite udite: LAVASTOVIGLIE (BRAVO MICHAEL)) e caricato in breve tempo le poche cose da riportare a casa (il vantaggio di essere nullatenenti), ci aspettava un nuovo giro in Spa, cambio divisa, e poi le call. Non me ne aspettavo sul chicken, per cui non essere chiamato non mi ha stupito affatto. Sulle ribs aspettavamo una call bassa che però non è arrivata. Sul pork la delusione è arrivata forte, per noi era inspiegabile, infine il brisket ha rappresentato per noi esclusivamente quello che viene chiamato “il gol della dignità”.
Le call per la overall (a cui noi non pensavamo ormai affatto) non hanno smesso di stupirci. Subito chiamati i nostri amici Sticky Fingers e Smoke’n’Fire, rispettivamente con 3 e 2 call. Iniziano a cadere anche le teste che pesano, sentiamo chiamare anche team con una call per cui non riusciamo a capire che stia succedendo. Alla fine resta solo da chiamare il GC, e l’unico nome “noto” ancora in gara è quello di iQ, primo nel chicken e terzo sul pork, invece, come un fulmine a ciel sereno, Schluchtengriller, e iQ fuori dalle call.
Ritirati gli scores, commentandoli con gli altri team vediamo di essere stati vittima sul Pork del tavolo 315. Tavolo che, per inciso, in categoria Pork aveva:
Grillkunst
Bunch of Swines
Longhorn
Bros Hog
Gecko bbq
tra i migliori team europei, 2 dei quali appartenenti al Club 700+, ed uno dei quali detentore di un 180 proprio sul pork.
Bene, tra questi team, il migliore in questa categoria si è piazzato 27 su 48.
Lo stesso tavolo ha messo il migliore del tavolo nel chicken a 24 posto. il migliore del tavolo nelle ribs al 17, il migliore del tavolo nel brisket al 20 posto. Tavolo 315 che ha ammazzato anche il brisket degli Sticky (attualmente secondo europeo in entrambe le classifiche) e le ribs dei Barktenders.
Questo contrapposto al tavolo 311 che invece ha messo in ogni categoria almeno due team in top five.
Tavolo che a noi purtroppo non è toccato.
Può capitare, e chi ci conosce sa che non è per “criticare” che diciamo questo, ma solo perchè è stata una sentenza oggettiva che ha coinvolto molti team e comunque indirizzato la competizione.
Cosa resta di buono?
Che vedersi è sempre un piacere
Che la BBQ family è fantastica e gli italiani sono ormai una splendida realtà
Che il contest è stato bellissimo in un posto spettacolare
Che Oh My Rub! è un prodotto eccezionale
Che nonostante questo restiamo:
in KCBS ITOY:
OVERALL 2
CHICKEN 10
RIBS 5
PORK 5
BRISKET 3
in EBCC
OVERALL 3
CHICKEN 10
RIBS 3
PORK 8
BRISKET 3
Ora, anche se a leggere i risultati, l’hashtag più ovvio sarebbe #pollodimerda, la realtà è che siamo contenti ma non contentissimi e che abbiamo ancora almeno 4 gare per migliorare i nostri piazzamenti
#neversettle
prossima fermata:
IBC 2017








