Ma secondo voi… Anche il (forse direi “i”) bootcamp, meritano un raccontino?
Per le emozioni che ci trasmettono, io non ho dubbi.
La “doppietta” di questo weekend arriva al termine di una stagione che guardata dall’esterno appare migliore di ogni più rosea previsione. Forse solo noi sappiamo quanto, alla fine, tra l’enorme soddisfazione si celi un’ombra di rammarico per quella che poteva essere un’apoteosi. Noi, e chiunque abbia visto la premiazione per il terzo posto di Tallya, perfetta fotografia di un traguardo assaporato ma non gustato del tutto. Tuttavia non fate caso a questo, siamo dei disturbati e sappiamo di esserlo.
Il primo bootcamp ha rappresentato un po’ il ballo delle debuttanti. E non solo per un team che dopo il cambio nome veniva da sole due gare agli annali, ma anche per il metodo hot & fast portato coraggiosamente (primi italiani) in competizione in tutte le categorie. Quel metodo che comincia ad essere sulle bocche di tutti, e che solo sei mesi fa veniva visto come un qualcosa di “meno puro” rispetto alla tradizione, tanto da spingerci ad offrire, nella prima edizione, una doppia cottura, l&s ed h&f, quasi a sottolineare “guardate che ne vale la pena, vi facciamo provare la differenza”.
Oggi, alla nostra seconda edizione, ricca di una seconda data dopo il sold out pressoché istantaneo della prima, della l&s non ci ha chiesto conto nessuno. Chi è venuto, è venuto appositamente per provare il nostro metodo.
La soddisfazione maggiore però è un’altra. Più della metà dei corsisti di questa doppia data sono componenti di team già esistenti, di team già rodati, di team già vincenti. Di entrambi i circuiti. Nella lista iscritti abbiamo letto nomi che ci hanno trasmesso profonda gratitudine, profondo orgoglio e consapevolezza, ma altrettanto senso di responsabilità. Perché qui non si trattava più di insegnare “qualcosa”, qui si trattava di dare valore ai soldi spesi da qualcuno che già sa il fatto suo, e viene da noi a cercare non dico una rivelazione, ma un confronto sincero. E questo è stato il nostro primo ed unico obiettivo: essere sinceri nelle nostre cotture. Non pretendiamo di stupire, o estasiare, o rivelare chissà qualche arcano segreto, abbiamo vinto qualcosa ma ne abbiamo di strada da fare. Ma era doveroso, necessario, indispensabile, che nessuno andasse via pensando “ma secondo me mi hanno preso per il culo”. Io sono certo che questo non è accaduto e credo negli occhi altrettanto sinceri di chi ci ha salutato tornando a casa (facendo anche 1000km), dopo 12 ore senza soluzione di continuità.
Vogliamo rendere omaggio e ringraziare ognuno di voi, sperando che consideriate ben riposta la vostra fiducia. Un ringraziamento particolare a Valter per l’aiuto ma soprattutto l’affetto. Noi siamo stanchi ma soddisfatti, ed in fondo stancarsi nell’esercizio delle proprie passioni è forse la vera realizzazione per ognuno di noi.
Grazie di cuore
#wearebroshog








