Appena conclusa Tállya BBQ, e così eccoci all’ultimo rientro a casa del 2017.
Che stagione ragazzi! Ma non è questo il momento per tirare le fila… Questo è solo il momento, vissuto già altre 9 volte quest’anno, adatto a raccontarvi come è andata nel weekend appena trascorso.
Comincio con il dire che la tappa di Tállya rappresentava per noi il ventitreesimo contest totale (undicesimo quest’anno) e la nona nazione straniera in cui andavamo a confrontarci.
Quando questa data fu comunicata, mesi fa, decidemmo istantaneamente di partecipare, essenzialmente per tre motivi:
1- se possibile, ci piace privilegiare nella scelta una nazione in cui non siamo ancora stati rispetto ad una dove siamo già stati.
2 – immaginavamo che la distanza tenesse lontano qualche buon team concorrente
3 – questa gara rappresentava per noi di fatto il decimo contest Kcbs Team of the Year (perché BREW’N’Q invitational non è valido per la classifica) e noi volevamo raggiungere questo risultato per partecipare non solo all’Europan Itoy (la versione international, basata su 5 contest) ma anche al Toy originale, quello che comprende anche le squadre degli Stati Uniti. Per quanto può essere valevole, confrontandosi su due scenari così diversi, volevamo vedere dove eravamo arrivati.
L’avvicinarsi della data del contest ci ha presentato però una realtà un pò più dura di quanto avevamo immaginato.
La distanza dal contest, che pensavamo di “sfruttare a nostro favore” , si è rivelata un vero e proprio boomerang.
Tallya è un piccolo paesino nella zona del Tokai, molto vicino all’aeroporto di Kosice in Slovacchia, e non troppo lontano dall’aeroporto di Budapest. Ciò che non avevamo considerato, però, era l’incastro di questi due aeroporti con la nostra necessità di partire da zone diverse.
Su Kosice, il nulla. Su Budapest, saremmo arrivati sfalzati di 8 ore e il doc sarebbe dovuto ripartire martedì, o lunedì con uno scalo e 7 ore di attesa. Negativo.
Valutate tutte le combinazioni possibili, la meno peggio ci è sembrata arrivare tutti a Vienna (dove avremmo avuto solo 2 ore di attesa tra il primo e l’ultimo arrivo) e poi fare insieme 480 km di auto fino a Tállya . Tutto sommato ci sembrava pure un modo romantico per concludere la stagione con un road trip di team, utile per parlarsi e mettere a fuoco il 2018.
E mentre cercavamo di tamponare queste difficoltà, notavamo che anche l’idea di gareggiare in assenza dei grandi nomi andava pian piano a puttane.
A conti fatti, in questa competizione erano presenti 6 tra i primi 15 team europei, tutti e 4 i team appartenenti al club 700+ di kcbs, più una trentina di team locali,che seppur tutti alla loro prima gara, erano per la maggior parte pitmaster navigati in ambito ristorazione (a livello di allestimento, smoker e attrezzature saremmo potuti essere in USA.)
Niente, avremmo dovuto penare anche qui
😂
Che la gara fosse decisamente una tappa in salita lo abbiamo capito non appena scoperto che imbarcare un secondo bagaglio con Austrian Airlines costava 90€ a tratta. Decidiamo quindi che a portare la carne non sia come al solito io (che già porto la valigia attrezzature) ma il doc. Federico Dal Lago avrebbe spedito a lui, e avremmo risolto così.
Peccato che il lunedì prima della gara, per problemi sindacali, il corriere non dia garanzie a Federico. Come facciamo?
Solo un professionista, una Persona per bene come Federico poteva risolverla. Con un tour de force pazzesco separa i pezzi al pomeriggio ed in serata corre a consegnare di persona al doc. Queste cose hanno un valore che non può essere quantificato. Persone così, sono inestimabili.
Sabato mattina io parto per Vienna, dove mi aspettava Ale che aveva preferito partire il giorno prima. Verso le 10, un messaggio dal doc: “il mio volo è in stand-by causa maltempo. Non so nemmeno se parto, ma di certo avrò un forte ritardo.”
La sua assenza non avrebbe rappresentato solo un problema tecnico, ma anche un problema pratico avendo con sé Boston Butt e Ribs.
Panico.
Il buon Gabriele Pellecchia diventa i nostri occhi e le nostre orecchie al centro di controllo aereo. Ci comunica che il doc partirà, ma il ritardo sarà pesante.
Il doc atterrerà alle 14.10 invece che alle 12 previste.
Beh, non avevamo alternative. Tra atterraggi, ritiro valigia e saluti partiamo alle 15.00. I 480 km con soste fisiologiche fanno il resto. Arriviamo sul campo gara alle 21.30, mentre tutto il viaggio è scandito da continui messaggi con Marco Agostini, già sul posto, a cui chiedo “c’è il gazebo? Ci sono gli smoker? Mi compri del garnish? Mi compri del carbone? Per favore le luciii”. Il terrore di arrivare a quell’ora e dovere cercare l’organizzatore per farsi dare tutto era terribile, ma Marco come in tante altre occasioni è stato il nostro angelo custode ed al nostro arrivo abbiamo trovato tutto “apparecchiato”.
Dopo una veloce cena, alle 22.00 di sabato sera iniziava ufficialmente il nostro Tallya bbq contest.
Con il pollo (per fortuna) già trimmato a casa, ci restavano trimming di tutti i pezzi ed injection di pork e brisket. Brisket portatoci dal nostro grande amico Michael Koepf, un creekstone prime con ottima marezzatura ma un flat alto (dopo il trimming) dai 1 ai 3 cm, oggetto di stupore e un pizzico di ironia da parte di Richard e Peter Craig. Vabbè, ci avrei pensato io a farlo lievitare…. non era poi così male, no Peter?
😂
Alle 23.30 potevamo finalmente andare in hotel. Ops… Hotel forse è eccessivo.
Il navigatore, ad un certo punto, pronuncia la canonica frase “sei giunto a destinazione, la tua destinazione si trova sulla destra”. E le nostre facce dicevano “ah, si?”. Il nulla.
Facciamo avanti e indietro un paio di volte in macchina ma nulla. Quella casa chiusa e buia era proprio la nostra destinazione. Nessun citofono, nessuna luce, nessun campanello. Alla fine telefoniamo, ci risponde qualcuno, e dopo poco un ragazzo viene ad aprirci la porta, facendoci accedere ad un appartamentino direi anche dignitoso, peccato mancante anche solo di una saponetta. Amen.
Qualche ora di sonno ed il giorno dopo avremmo visto la nostra ultima alba sul campo gara per il 2017.
Le cotture vanno lisce come al solito, qualche momento di esitazione sul salire di temperatura del pork ma nulla che un pitmaster come il doc non possa gestire mentre fuma una sigaretta.
Al turn in prepariamo 4 box che ci soddisfano molto. Ci rimaneva qualche dubbio sulla tenderness delle ribs ma su tutto il resto non avevamo dubbi.
Ripulita la postazione, lavati e cambiati anche noi stessi, torniamo in zona awards per aspettare il momento topico. È un brulicare di persone per un evento che, come definito dallo stesso Governatore della regione intervenuto, rappresenta un momento storico, un Inizio, per questo movimento stranamente arrivato solo ora in un Paese che ha grandissima familiarità con il fumo e che senza ombra di dubbio farà molto parlare di sé nelle classifiche europee.
Gli ungheresi sono splendidi, capaci di una facile socializzazione, calda e molto simile, a dispetto delle latitudini, a quella del Sud Italia.
Quando iniziano gli award, teniamo d’occhio principalmente Richard di iQ, che ha fisicamente la possibilità di superarci in classifica in caso di piazzamento migliore del nostro, e poi ovviamente Miss Piggy’s, la Storia del bbq europeo, alla sua 76 gara
😱.
Sul chicken ci difendiamo bene (4) su Richard (10), ma Scott e Lyndz passano come primi. Ribs no call per noi e Richard, Miss Piggy’s ancora primi. Il pork ci riporta il sorriso, 2 posto. Miss piggy’s no call, prima zampata di Richard 1, siamo tutti a 2 call. Il brisket ci fa sperare: Richard no call, miss piggy’s 9, Bros Hog 2. Pensiamo che ce la stiamo giocando con Miss Piggy’s, e vista l’amicizia ci spostiamo vicino a loro per sentire l’ultima chiamata insieme.
Dopo il 4, la doccia gelata. Bros Hog 3. Subito dopo, Miss Piggy’s RGC. E chi ha vinto? Un team ungherese, KGB – Katka-Gergő-BBQ, composto se ho capito bene da fratelli e sorelle, cui vanno i nostri più sentiticomplimenti. In verità li avevamo sentiti chiamare molte volte, ma senza riuscire a tenere il conto, perché vi giuro che i team ungheresi hanno nomi impronunciabili per noi.
Io credo ricorderò per sempre quei 5/10 secondi di silenzio surreale mentre siamo sul palco per la walk del 3 posto, con facce da funerale. Si, lo so, è sbagliato essere così, è comunque un risultato prestigioso su 40 team, MA, oggi sono d’accordo con voi, ieri non mi era possibile e forse è proprio questa la base dei nostri successi.
Chiudiamo la stagione di 10 contest con 2 Grand Champions, 2 Reserve Grand Champion, 2 terzi posti. Grazie ai nostri sponsor OH MY RUB! ed Eurofokus, ai nostri partner Federico Dal Lago e Grillgold, a tutti i grandi amici che ci hanno aiutato durante l’anno, non vi nomino tutti ma sapete ognuno che sto parlando di voi.
Ora attendiamo le classifiche definitive per capire il piazzamento ufficiale Itoy ed Ebcc, ma comunque vada, resta una stagione da incorniciare.
#wearebroshog








