Sono passati quasi due mesi dall’ultima gara di barbecue, e ne mancano circa altrettanti alla prossima.
Già. Lunga eh?
Eppure questo è probabilmente uno dei momenti clou della stagione.
E’ in questa fase, infatti, che si fanno i test, si definiscono le strategie, il budget, ci si dedica a trovare nuovi partner commerciali.
In un team come il nostro, oltretutto, l’essere “tre pari” significa anche condividere le idee, in qualche modo cercare sempre un compromesso, perchè ci piace che alla fine sia l’unanimità a dettare le nostre decisioni.
Come vive un team in queste fasi?
Beh, ognuno ha i propri riti, le proprie pietre miliari, di solito una scaletta definita che si ripete di anno in anno, e degli slot da riempire a seconda di come procedono le cose.
Una delle prime cose da definire è il numero delle gare che si vorranno affrontare. Questo varia in base a molti fattori, primi tra tutti il budget, ma non sottovaluterei anche gli impegni personali.
La stagione kcbs, soprattutto qui nel Sud Europa, ci riserva ancora due mesi estivi molto affollati, e poche gare sparse nel resto dell’anno. Alla piacevole consuetudine del West non fa eco nessuna gara nei mesi di febbraio e marzo, e finalmente Bardo Q torna a farci accendere i fuochi ad aprile.
Chiaro che mettere sul tavolo delle rispettive famiglie l’ipotesi di due mesi con gare una settimana si e una no è da incoscienti, e noi, fortunatamente o sfortunatamente, lo siamo.
Il budget è un problema comune a molti. Chiunque voglia fare un paio di gare all’anno accetta di buon grado di pagarsele totalmente, investendo del proprio in quella che alla fine è una passione come tante altre.
E chi di gare volesse farne una decina?
Se assumiamo, tra iscrizione, consumabili, trasporti, poco meno di un migliaio di euro a gara, per un team di 3 persone potrebbe significare tirar fuori circa 3000 euro a stagione, a cranio.
Personalmente è più di quanto abbia mai speso per le ferie estive con la famiglia. Insostenibile. Allora ci si deve ingegnare.
Molti puntano sugli eventi, su catering, cene private.
Molti altri gli preferiscono, o affiancano, i corsi. Oggi molte persone vogliono apprendere e molti garden e punti vendita accettano di buon grado di ospitarne uno.
Noi, come team, pur non disdegnando eventualità in tal senso, non le consideriamo il cavallo su cui puntare.
Innanzitutto perchè la distanza tra noi ci penalizza, e secondo perchè ci scalda meno i cuori.
Il barbecue offre molti scenari, e noi ci sentiamo decisamente più a nostro agio “in zona gara”.
Per questo motivo stiamo impegnando molto, in termini di tempo, risorse, denaro, nella consacrazione di OH MY RUB.
La nostra linea è partita con molta umiltà, con 3 rub specifici per beef, pork e chicken. Non abbiamo investito molto nella sua pubblicità, per scelta, perchè volevamo vedere dove sarebbe arrivata con le proprie gambe, con il passaparola, con la qualità.
Il 2016 è stato roseo, ci si sono presentate opportunità importanti, ed in questo momento stiamo lavorando duro per scegliere il vestito buono per il debutto in società.
Oh My Rub sarà perfezionato, alla linea 2016 saranno aggiunti due ulteriori prodotti, e sarà presto disponibile in tutta Europa.
Noi siamo fieri di questo, fieri che fior di professionisti credano in noi e siamo certi che ben presto questo brand diventerà un vero protagonista.
A questa attività, che vi garantisco ci occupa in maniera molto molto importante, affianchiamo la ricerca estenuante di prodotti di qualità.
Ci sono occasioni, fortuite, inaspettate, in cui incontri persone in cui riconosci la tua stessa voglia, ed il feeling è immediato.
Questo è il caso del nostro incontro con Federico Dal Lago, avvenuto tramite i nostri amici comuni The Barktenders BBQ Team.
Federico oggi non è un nostro sponsor, non ci paga nè ci fornisce carne gratis. Noi siamo clienti come tanti altri, lui ha della carne, come tanti altri. Ciò che è evidente però è la disponibilità, la passione, la ricerca per la perfezione che anima lui così come noi. Non si tratta solo di amore verso la carne, mi piace pensare che tutti i macellai amino ciò che fanno, ma mi riferisco proprio alla passione per il barbecue.
Quindi, una volta che hai in mano i rub e la carne, che ci fai?
Test.
Test.
Test.
Poi, quando hai finito,
Test.
Probabilmente agli occhi di molti sto per dire un’eresia, ma per me il BBQ è come gli scacchi. Ci vogliono due minuti per capire le regole… (chi non sa che il cavallo si muove a L, che la torre va avanti dritta e l’alfiere in diagonale?) e tutta la vita per migliorare il proprio gioco, senza nessuna garanzia di riuscirci mai davvero.
Il barbecue ha variabili. Molte. Infinite.
Niente è mai uguale, niente va mai come lo avevi programmato. Sapete la verità? Credo che sia una gara a chi sbaglia meno.
A volte credo che l’obiettivo reale non sia incrementare il numero di quelli a cui piaci, ma restringere il numero di quelli a cui non piaci. Questo non ti farà mai vincere le categorie, ma ti aiuterà in maniera importante in Overall, che poi è l’unica cosa che ci interessa.
Per questo non vediamo l’ora di potervi dare maggiori dettagli sul nostro bootcamp. Perchè sappiamo cosa vi serve.
Ma davvero pensate che una masterclass sulle tecniche di cottura vi faccia schizzare in cima ai ranking? Fosse così facile andrei in America a farne una da Tuffy domani. Quanti di quelli che hanno partecipato alla masterclass di Miss Piggy hanno vinto una gara quest’anno? Umh…
Una masterclass sulle tecniche di cottura è molto, molto utile, se poggia su una base solida, se avete già affrontato i vostri demoni e potete andar lì da un campione affermato a chiedere esattamente ciò che serve a voi. Guardare esattamente cosa fa un campione nella sua cottura tipo, no, non vi aiuterà, semplicemente perchè non è ciò che fa la differenza tra voi e quel campione. Ciò che fa la differenza tra voi e quel campione, è che quando tutto rispetto al programma andrà in merda, e lo farà, lui saprà cosa fare perchè ha 10 anni di esperienza, e voi no.
Come ho scritto qualche tempo fa, noi non abbiamo la pretesa di insegnare molto di più, a livello di tecniche di cottura, di quanto possiate imparare da youtube. Di certo non abbiamo la ricetta perfetta per vincere gare. E credo che sia in malafede chiunque ve la proponga.
Noi siamo in grado di insegnarvi ad essere un team.
Siamo in grado di insegnarvi a lavorare puliti.
A lavorare sereni.
A scegliere il vostro obiettivo e a perseguirlo.
Siamo in grado di evitarvi tutta una serie di problemi che ci siamo dovuti smazzare sulla nostra pelle. E questo non perchè siamo i più bravi, ma semplicemente perchè in Italia nessuno ha fatto tante gare quanto noi. Non mettiamo sul piatto le skills, per quelle rivolgetevi ai pitmasterz col pedigree. Mettiamo sul piatto l’esperienza.
A proposito di esperienza… oggi abbiamo accettato l’idea di “rinnegarne” due anni e ricominciare da zero. Sapevamo corricchiare, abbiamo accettato di reimparare a camminare.
Perchè?
Perchè pensiamo che quando avremo finito, (quando e se, direte voi), correremo più forte di prima.
Ma non solo per questo.
Lo abbiamo deciso perchè abbiamo capito che questo è il risultato che cercavamo, quel qualcosa che colma quei dubbi che ci restavano dopo ogni preparazione.
Oggi l’Italia porta in gara dei team davvero davvero forti. Molto più che quando abbiamo iniziato. Oggi in Italia ci sono almeno 5 team che possono vincere a livello italiano ed internazionale. Non contano le coccarde, non conta il curriculum, non conta nulla di tutto questo. Conta che oggi ci sono almeno 5 team che ambiscono senza nessuna ombra di dubbio alla vittoria, e preferiamo accettare di partire in fondo a questi 5, sperando che questo ci consenta tra non molto di darci una spinta per fare un salto di qualità, piuttosto che rimanere a galleggiare nel gruppone. Chi lo sa, magari stiamo facendo una stupidaggine, solo il tempo ce lo dirà. ma battere sentieri inesplorati è una cosa che sentiamo nel nostro DNA, e che per noi varrà sempre l’accettazione di un rischio.
Di contorno a tutti questi impegni, progetti, c’è una cosa di cui sono fiero e che merita di essere citata.
Siamo circondati di amici.
Al di là della sana rivalità sportiva, SO che in qualsiasi momento abbia bisogno, posso contare su un sacco di team, di persone, che si farebbero in 4 per darmi una mano. A volte basta poco, forse nemmeno serve niente di “materiale”, ma lo vedi dagli atteggiamenti, dai likes, da piccoli gesti. Barktenders, Sticky, Italian Style, Smoking Bad, Smoke’em all, Brig, Torino Ribs, Ciulla, Noli, Castiglioni, Govoni e mi scusino tutti gli altri che in questo momento non ricordo… Questa gente rappresenta la storia delle competizioni barbecue in Italia, e contrariamente a quanto si può pensare dall’esterno, si aiuta, si consiglia, si supporta, perchè solo chi fa, SA.
C.A.
#wearebroshog








